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Shiatsu Do Onlus “L’arte dello Shiatsu nel Sociale”

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Deodoranti elettrici per l’ambiente: attenzione alla tossicità

Altroconsumo ha rivelato un dato allarmante , cioè che su 27 deodoranti per l’ambiente presi in esame (spray, gel, candele profumate, ecc…) solo 5 hanno superato il test di conformità. Non mi dilungo sui particolari di questa ricerca che tuttavia vi consiglio, per chi ha tempo, di approfondire dando un’occhiata ai link in fondo a questo post; ma a chi proprio non riesce a rinunciare al diffusore per deodorare l’aria di casa, ho chi ne ha già uno e dopo aver avere preso qualche informazione in più magari ha voglia di gettarlo, non lo faccia! Possiamo dargli una nuova vita!

Queste diavolerie in realtà sono facilmente smontabili (vedi foto), ed una volta gettato il liquido contenuto, lo possiamo sostituire con uno preparato da noi. Io ad esempio utilizzo come base dell’olio di mandorle dolci (o altre basi che preferite) e metto 10/15 gocce di olio essenziale naturale. Una volta riempito il piccolo serbatoio del diffusore lo si può riutilizzare normalmente.

Consiglio: lo stoppino che trovate all’interno del diffusore (foto 2) sarebbe meglio immergerlo almeno per una notte in acqua e bicarbonato per far andar via l’odore del “vecchio” liquido chimico, o meglio ancora se riuscite trovare dei nuovi stoppini (io li sto ancora cercando …)

Per approfondire (e inorridire) leggete pure qui:

http://www.altroconsumo.it/vita-privata-famiglia/nc/news/occhio-al-deodorante-per-ambiente-a-forma-di-caramelle

http://www.altroconsumo.it/casa-energia/nc/news/deodorante-con-winnie-the-pooh-meglio-non-acquistare

http://www.altroconsumo.it/casa-energia/nc/articoli/deodoranti-per-interni


Cara vecchia calinda

Una signora con molta più esperienza di me in fatto di pulizie, un giorno mi ha detto: hai mai provato la Calinda? La mia generazione non l’ha conosciuta ma esiste ancora anche se non è proprio facile trovarla: io ad esempio l’ho trovata in un piccolo alimentari in un paese dell’appennino. Il barattolo si stagliava fiero nel bel mezzo degli scaffali e a quanto pare va anche a ruba da quelle parti!

La calinda per chi non lo sa è uno sgrassatore in polvere di vecchia generazione, ma con mio immenso stupore, oltre ad essere molto economico, è biodegradabile al 90%. Intendiamoci, ci sono cose molto più ecologiche, ma se riuscite a trovare la Calinda vi accorgerete che è davvero molto efficace. Anche da una ricerca di Greenpeace pare che il prodotto non sia poi così male, anche se parliamo sempre di una multinazionale che sta dietro a questo prodotto che non credo segua principi propriamente ecologici…tutt’altro.


Cactus anti-radiazioni

Già negli anni ’80 alcuni ricercatori statunitensi hanno fatto degli studi su alcune persone che passavano diverse ore davanti ad un monitor e hanno scoperto che, sistemando vicino allo loro postazione una pianta di cactus, queste persone accusavano minori segnali di stanchezza e soffrivano meno di emicrania. Pare che le caratteristiche della pianta permettano l’assorbimento delle radiazioni elettromagnetiche!

Se leggenda o meno non mi è dato appurarlo, ma diverse fonti danno comunque questa pianta come rimedio benefico per chi passa diverse ore davanti ad un pc, non dimenticando che esistono piante specifiche da appartamento con funzioni anti-inquinamento che migliorano la qualità dell’aria che respiriamo in casa nostra.


Obsolescenza programmata: fatti per non durare

Ho letto qualche tempo fa su una rivista un articolo molto interessante sull’obsolescenza programmata, ne avete mai sentito parlare?

In realtà con questo termine non si vuol far altro che definire la situazione consumistica legata al nostro tempo: l’abbiamo sotto gli occhi ogni giorno, la usiamo e la buttiamo via con altrettanta facilità con la quale ne entriamo in possesso, ci arrabbiamo quando non va più e corriamo sempre ad acquistarne un’altra non appena esce un nuovo modello per archiviare quella “obsoleta” appunto:  ecco la tecnologia di oggi, sfacciatamente debole se usata troppo, incredibilmente volubile per stare al passo con la sua stessa specie e meravigliosamente usa e getta, in linea con la mentalità odierna. Quando si compra un nuvo PC ad esempio, siamo inconsapevolmente coscienti che questo tra qualche mese verrà soppiantato da un nuovo modello, ma come mai le macchine che compriamo oggi (gli elettrodomestici come le automobili e tanto altro ancora) è fatto per non durare? Siamo di fronte ad una vera e propria organizzazione creata alle spalle del povero consumatore, la quale per mantenere costante il proprio obiettivo di vendere a scapito di ogni etica, crea un prodotto con scadenza più o meno breve, come lo yogurt!

Riparatori e artisti del fai da te, unitevi!

A questo proposito vi segnalo un video che…parla sa solo!

 


Minimo Impatto

 

 

 

 

 

 

Vi segnalo un sito sul quale spesso mi rifornisco di alcuni eco-ingredienti (acido citrico, percarbonato di sodio, ecc…). Acquistando qui i prodotti sapete che dietro c’è un’azienda che è attenta all’impatto ambientale e troverete anche saponi, detergenti, detersivi, eco pannolini, posate e stoviglie usa e getta biodegradabili, fitocosmesi, cura del corpo, eco-design, consulenza ambientale, giochi per bambini e prodotti ad energia solare.

Ai lettori di ecopensare è previsto uno sconto dell’8% da utilizzare per tutto il 2012: al momento dell’ordine per ottenere lo sconto è necessario scrivere “ecopensare“, e cliccare l’OK accanto all’apposito spazio (limitazioni sui prodotti già in offerta)


Le piante anti-inquinamento domestico

Leggevo su un blog che seguo periodicamente una notizia che, per un’amante come me del verde, mi ha fatto davvero piacere: sapevate che esistono delle piante che aiutano a purificare l’aria domestica? Io no.

Soprattutto durante l’inverno quando il ricambio d’aria avviene in minor misura all’interno della propria casa, avere qualche pianta giusta aiuta l’assorbimento di alcuni gas e sostanze tossiche;  cito di seguito ciò che ho letto per approfondire l’argomento:

si tratta soprattutto di piante ornamentali a foglia larga che combattono la cosiddetta “sindrome da edificio malato” (Sick Building Syndrome), una serie di disturbi che colpiscono circa il 20% delle persone che lavorano in ambienti chiusi e poco aerati. Così ad esempio il Ficus Benjamina, come la Gerbera e l’Aloe, assorbono sostanze nocive come la formaldeide e il benzene ed sono attive anche contro il fumo di sigaretta. Altrettanto utili sono poi le felci, che sono in grado di riequilibrare la carica ionica dell’aria, la Sansevieria e il Kalanchoe che combattono l’effetto delle radiazioni elettromagnetiche e il Clorofito, che elimina dall’aria la formaldeide e il monossido di carbonio. Tutte piante ornamentali che con poche cure, renderanno gli spazi domestici più gradevoli incentivando il nostro benessere.

Fonte: http://www.sologiardino.it